mercoledì 28 gennaio 2009

Video sull'alcolismo

1 commenti:

Roberto Graffieti ha detto...

Quale comunità stiamo costruendo?

I temi della Pace, della giustizia sociale, sono argomenti sui quali il professore si soffermava sempre per ribadire il concetto che il cambiamento, la strada verso la sobrietà, non si interrompeva (o non finiva) con lo smettere di bere.
Questi concetti mi vengono sempre più spesso alla mente mentre vivo il mio quotidiano fatto di stimoli (spesso negativi) che mi vengono dalla comunità di cui faccio parte.
Non nascondo l’angoscia e il timore che il futuro non sia così foriero di felicità e benessere e non intendo quello economico (anche se quello fa la sua parte) no, parlo delle relazioni umane, parlo della convivenza civile di una comunità sempre più chiusa in se stessa.
Una comunità che sta perdendo la capacità di essere tale mentre sono sempre più forti le spinte all’individualità, alla non solidarietà, alla non condivisione, sempre di meno c’è amore e sempre più cresce l’odio. Odio verso il diverso, verso l’emarginato. Paura, arroganza e violenza o giustificazione della stessa la fanno sempre più da padrona nel nostro quotidiano.
Stiamo smarrendo il senso del nostro essere su questo granello di sabbia nell’immensa spiaggia dell’universo e invece di condividere gli spazi ci scanniamo per essi.
Parliamo di Pace ma facciamo la guerra o la giustifichiamo in nome della democrazia e della libertà.
Lasciamo che si producano regole di convivenza che alimentano altro odio e che tutto contengono tranne che la cosa essenziale. Tenere in considerazione la persona in quanto tale e non per diritto acquisito di territorialità, di colore, di fede religiosa o di pensiero.
Ma quale comunità potrà trovare, o costruire, un futuro di benessere se si basa su “ronde”, sulla caccia al “diverso” sulla riscoperta di “leggi razziali”?
Può essere che la nostra è una comunità senza ricordi? Il professore diceva che «…non si può vivere nel passato perché il passato non costruisce il futuro ma il passato non lo si può dimenticare perché ci permette di non ripeterne gli errori». Questo, a parer mio, stiamo facendo. Il desiderio di non ricordare la nostra storia recente, o far finta che sia stata altra, sta producendo il ripetersi degli stessi errori e forse anche degli stessi orrori.
Nei Club si parla di giustizia sociale? Ne si approfondiscono i valori? O ci si limita ad una generica quanto rituale riproposizione del tema della pace della solidarietà e della condivisione?
Di fronte agli ultimi avvenimenti istituzionali e al troppo “vociare” e alle pesanti ingerenze dentro il dolore di una famiglia

ho provato rabbia,
ho provato dolore,
ho provato odio,
ho provato vergogna

ho pensato
alle mie responsabilità
resistere, resistere, resistere
…alle idiozie

e ho deciso di parlare al Club di questo mio stato d’animo di persona appartenente a questa comunità.

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